Origini del Rinnovamento Carismatico Cattolico

Il Rinnovamento carismatico cattolico nasce nel gennaio 1967, negli Stati Uniti d’America, grazie all’incontro di alcuni giovani universitari cattolici con il mondo pentecostale. Da qui, come un fuoco divampante, il Rinnovamento carismatico si è rapidamente diffuso nella Chiesa cattolica, incontrando il favore della Conferenza episcopale americana.

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Nel 1971, a poca distanza da quanto era accaduto in America, si sviluppa in Italia la grande corrente spirituale nota con il nome di Rinnovamento carismatico cattolico. Quasi immediatamente, l’esperienza italiana venne denominata “Rinnovamento nello Spirito Santo”, come effetto della prima riflessione teologica e della mediazione culturale che gli iniziatori del Movimento ebbero a compiere, in Italia, per attestarne l’identità cattolica. Era l’aprile del 1977.

Il nome Rinnovamento nello Spirito Santo – che anche il cardinale Suenens auspicava fosse fatto proprio da tutto il movimento carismatico – è tratto dalla lettera di San Paolo a Tito, nella quale l’apostolo afferma che siamo salvati «mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5). La caratteristica inconfondibile dell’espressione adottata è quella di polarizzare l’attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul donatore e non sui doni: in tal modo risulta evidente che nessuno può convenientemente dirsi carismatico se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è carismatica.

Il Rinnovamento è diffuso oggi in circa 204 Paesi dei cinque continenti e ha toccato la vita e l’esperienza spirituale di oltre cento milioni di cattolici, assumendo nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro anche se, in definitiva, riconducibili all’unica comune scaturigine.

Le origini del Rinnovamento carismatico in Italia

Storicamente il primo gruppo di Rinnovamento in Italia nasce in Emilia Romagna, in San Mauro Pascoli, a opera di padre Valeriano Gaudet, seguito a ruota da una serie di gruppi storici che si localizzarono a Roma, in special modo alla Pontificia Università Gregoriana, e prestissimo in molte città italiane. L’opera di diffusione dell’esperienza avvenne in modo spontaneo e rapidissimo e fu supportata quasi immediatamente dalla riflessione teologico-pastorale di eminenti teologi quali padre Domenico Grasso sj, padre Tommaso Beck sj, padre Francis Sullivan sj, padre Raniero Cantalamessa ofm capp, padre Augusto Drago ofm, padre Robert Faricy sj, padre Mario Panciera scj, padre Antonio Baruffo sj, padre Giuseppe Bentivegna Sj, padre Francesco Cultrera sj, Salvatore Cultrera. Oltre a questo va ricordata l’instancabile opera di evangelizzazione e diffusione della grazia del Rinnovamento operata da don Dino Foglio, padre natale Merelli, padre Matteo La Grua, padre Serafino Falvo e tanti altri sacerdoti e laici che accolsero la grazia di una rinnovata effusione dello Spirito Santo.

Per raccordare le tante esperienze sorte sul territorio e organizzare un evento annuale che vedesse la partecipazione dei gruppi del RnS della penisola, nacque il primo Comitato Nazionale di Servizio, eletto nel 1977 e presieduto da don Dino Foglio, che ricoprì l’incarico di Coordinatore nazionale fino al 1997. La prima Convocazione Nazionale di tutti i gruppi e le comunità del RnS si tenne a Rimini nel 1978, ma fu preceduta, nel 1977, da due precongressi interregionali: il primo a Milano Marittima, dove confluirono principalmente i gruppi e le comunità del centro-Nord, il secondo a Salerno, con i gruppi e le comunità del centro-Sud.

Il Rinnovamento e i Pontefici

Il cammino del Rinnovamento si è sempre contraddistinto come esperienza ecclesiale e ha potuto contare sin dai suoi esordi sul conforto e sul discernimento dei Pontefici che ne hanno seguito l’evolversi con attenzione e con cura pastorale. Il 18 maggio 1975, Papa Paolo VI decise di convocare i carismatici nella Basilica di San Pietro, per un incontro internazionale. Si tratta del primo di una lunga serie di incontri in Vaticano. Con l’ascesa al trono petrino di Giovanni Paolo II, il Rinnovamento nello Spirito Santo italiano ha avuto il privilegio, unico al mondo, di essere ricevuto in udienza privata per ben tre volte e di essere stato oggetto di numerose lettere autografe (vedi la voce Magistero) in cui sarebbero sempre stati centrali il primato dello Spirito Santo e la crescita e la formazione degli aderenti al Movimento attraverso un cammino di conversione permanente.

Storicamente, la prima udienza aperta ai gruppi e alle comunità del RnS italiano risale al 23 novembre 1980, con oltre diecimila intervenuti, quando Giovanni Paolo II, fuori dal suo discorso ufficiale, ebbe a definire i membri del RnS “rapitori del Regno”. La seconda udienza si tenne il 15 novembre 1986, dinanzi a oltre quindicimila appartenenti al Rinnovamento, mentre il 4 aprile del 1998 vennero ricevuti in udienza privata il Comitato Nazionale di Servizio, il Consiglio Nazionale e alcuni responsabili e anziani nel cammino. Un’udienza fondamentale per il cammino del RnS è quella del 14 marzo 2002, in occasione del trentennale dalla nascita del RnS in Italia e in coincidenza con l’approvazione definitiva dello Statuto dell’Associazione.

Il 29 maggio 2004 Giovanni Paolo II convocava il popolo del Rinnovamento in Piazza San Pietro, per celebrare i Vespri di Pentecoste. Confluirono attorno al Pontefice oltre 25.000 aderenti da tutti i gruppi e le comunità italiane, per quello che sarà l’ultimo saluto di un Padre al Rinnovamento nello Spirito Santo.

Successivamente, il 26 febbraio 2006 Benedetto XVI, salito sul soglio pontificio, incontrava in udienza privata l’allora coordinatore nazionale Salvatore Martinez accompagnato da padre Giovanni Alberti, membro del Comitato nazionale: il 25 aprile del 2007, poi, nel corso di un’udienza generale, Benedetto XVI incontrava il presidente Salvatore Martinez, il coordinatore nazionale Mario Landi e il consigliere spirituale nazionale don Guido Pietrogrande.

Lo stesso anno, in occasione della XXX Convocazione nazionale del RnS a Rimini, Papa Ratzinger inviava al Presidente del RnS una lettera autografa. Il Pontefice definiva il RnS una «straordinaria esperienza spirituale», da riproporre «quale annuncio evangelizzatore agli uomini e alle donne della nostra epoca».

Anche Benedetto XVI «continua a offrirci un Magistero che esalta il ruolo centrale dello Spirito Santo: i suoi insegnamenti, ricchi di sapienza teologica e pastorale, sono un invito pressante a coltivare la forza interiore dello Spirito del Risorto, per rispondere alle attuali sfide che il relativismo etico pone alla nuova evangelizzazione» (S. Martinez, discorso ai partecipanti al IV Convegno ecclesiale nazionale di Verona, 19 ottobre 2006).

Davvero grande, dunque, è stata l’attenzione che i pontefici hanno assicurato all’esperienza italiana del Rinnovamento. Come ha affermato Salvatore Martinez «È stato lungo tutto il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II che il Rinnovamento nello Spirito ha visto esplodere le tante parole profetiche legate alle sue origini, in special modo nella risposta convinta a tre sfide determinanti: la nuova evangelizzazione, la formazione dei responsabili e degli animatori, la maturità ecclesiale». Nel marzo del 2008, Benedetto XVI ha nominato il Presidente del RnS Consultore del Pontificio Consiglio per i Laici e nel settembre 2009 Consultore del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

In occasione dell’udienza privata concessa da Benedetto XVI ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, nel maggio 2012, incontrando il presidente Martinez, nella sua qualità di consultore, Benedetto XVI affermava all’indirizzo del Movimento: «Abbiamo bisogno di questo Rinnovamento nello Spirito».

L’evoluzione del Movimento ecclesiale

I primi Comitati nazionali di Servizio, a partire dal 1977, hanno visto consolidarsi nel tempo la loro funzione di indirizzo pastorale, con la definizione di prassi e normative collegialmente approvate. Negli anni ’90 si consolida inoltre il ruolo del Consiglio Nazionale formato dal Comitato Nazionale di Servizio e dai Coordinatori Regionali di Servizio e si avviano in modo sperimentale sul territorio le prime organizzazioni a carattere diocesano. Intanto, già a partire dal 1991, il RnS aveva iniziato il cammino per il riconoscimento dello Statuto dell’Associazione su esplicita richiesta del card. Camillo Ruini, allora Presidente della CEI.

Con l’approvazione dello Statuto ad esperimentum nel 1996, nella sessione del Consiglio Episcopale Permanente della CEI del 22-25 giugno, gli organi pastorali sono oggettivati nelle loro funzioni e nella loro composizione.

Nel 1997 avviene il passaggio di consegne al vertice del Rinnovamento: nel ruolo di Coordinatore Nazionale Salvatore Martinez succede a don Dino Foglio, che da questo momento resta al fianco del Rinnovamento nello Spirito, fino alla sua scomparsa, ricoprendo l’incarico di Consigliere Spirituale Nazionale nominato dalla CEI.

A partire dal 2000 si avvia la tradizione dei rinnovi degli organi pastorali, in modo simultaneo, con regole comuni e univoche.

Il passaggio successivo è del 14 marzo 2002, quando il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana approva gli statuti del Movimento in via definitiva, confermando l’erezione del Rinnovamento nello Spirito Santo ad Associazione Privata di Fedeli Laici. Una data importante che coincide con la quarta udienza di Giovanni Paolo II, voluta anche in occasione del trentennale dalla nascita del Rns in Italia: da quel giorno la data del 14 marzo viene comunitariamente vissuta come “Giornata del Ringraziamento” da parte di tutti i gruppi e le comunità del RnS.

Il 2007 è anche l’anno della lettera autografa di Papa Ratzinger al Presidente Nazionale in occasione della XXX Convocazione Nazionale del RnS; ma è inoltre l’anno dell’approvazione del nuovo Statuto (convalidato dal Consiglio Permanente della CEI nella sessione del 22-25 gennaio 2007), che riporta un aggiornamento del profilo comunitario, pastorale ed ecclesiale del Movimento. «È il frutto del cammino dell’ultimo decennio, espressione del consolidamento e della maturazione della vita dei gruppi, delle comunità e di tutte le componenti testimoniali del RnS» (S. Martinez).

A seguito delle modifiche dello Statuto, si ha una definitiva riorganizzazione delle figure apicali del Movimento con l’individuazione di responsabilità afferenti in modo più preciso ai ruoli di Presidente, Coordinatore, Direttore, Consigliere Spirituale Nazionale. Anche il Consiglio Nazionale, precedentemente formato dai soli Coordinatori Regionali, viene ampliato per includere anche figure impegnate in aree e ambiti centrali per la vita del Movimento.

Nell’ambito di questa riorganizzazione, nel 2007 Salvatore Martinez assume l’incarico di Presidente nazionale, Mario Landi di Coordinatore nazionale, Marcella Reni di Direttore. Nel ruolo di Consigliere spirituale nazionale la CEI ha nominato don Guido Maria Pietrogrande, sdb.

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